Il Lago di Bracciano come non lo avete mai visto: in 3D (thanks David Rossi)

Foto di Socrate Pontanari (Anni '90)
Foto di Socrate Pontanari (Anni ’90)

Qual è il livello medio del nostro lago? Quanta acqua puo’ essere “succhiata” e immessa negli acquedotti che portano a Roma? Quanta spiaggia e quanta linea di costa possono essere concessi agli operatori turistici? Quanta acqua entra nella falda e c quali sono i tempi di assorbimento?Fino a che livello una siccità puo’ danneggiare il sistema ecologico del nostro amatissimo lago? E’ possibile, infine, creare un modello, ovvero un sistema (una o piu’ equazioni e algoritmi) che possa permettere una gestione intelligente (smart) dei prelievi, degli usi e delle acque e delle coste del nostro lago?

batilago2Secondo noi del Social Smart Hub è sicuramente possibile dare una risposta a tutte queste domande e anzi siamo consapevoli che sarà proprio andando a rispondere punto su punto a quelle domande che sarà possibile costruire una città intelligente e resiliente sulle rive del lago.

Per questo, abbiamo accolto con grande soddisfazione la notizia che il Consorzio di Navigazione del Lago si è preso carico di mettere intorno a un tavolo tutti i soggetti coinvolti e di arrivare a realizzare uno studio molto dettagliato al riguardo.

Lo stimolo a procedere verso questa direzione è stato offerto dalle polemiche scoppiate l’anno scorso soprattutto a Trevignano, per via della piena del Lago, la crescita cioè al di sopra dei suoi livelli abituali (degli ultimi dieci anni almeno) delle acque che ha causato danni a un bel numero di operatori balneari.

Da qui la richiesta di aprire le chiuse dell’Arrone, emissario naturale del Lago e di lasciar andare a mare milioni di metri cubi di acqua potabile. Acqua che invece sarebbe potuta restare nel bacino ed essere utilizzata per far fronte all’aumento dei consumi in vista del Giubileo, o, come pare stia accadendo, della siccità prossima ventura. Per inciso, a novembre 2015 non è quasi caduta pioggia, e si sa, novembre è il mese piu’ piovoso.

I dati archeologici mostrano che in passato il lago ha subito oscillazioni, anche molto repentine (vedi per esempio i resti della Via Clodia sommersi, come pure i villaggi dell’età del Bronzo o piu’ antichi, come la Marmotta). Questo vuol dire che definire un livello medio del Lago non è una questione da poco.

Insomma avere dei dati e metterli su una mappa, in questo caso, è il primo passo per una gestione intelligente, ovvero non emotiva di una risorsa preziosa come è quella del lago.

Non ci riferiamo solo all’acqua, ma all’intero ecosistema. Per cui siamo andati a coinvolgere non solo la Stazione meteorologica di Vigna di Valle, ma anche l’Istituto di Ricerca sulle Acque (Irsa) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) che ha già svolto una serie di dati e di misurazioni utili a definire questo modello. Il lavoro è stato presentato nel corso del XVI Congresso della Società Italiana di Ecologia da David Rossi, ricercatore (e braccianese) dell’Irsa-Cnr. batilago3

Abbiamo fatto – spiega Rossi –  un duplice lavoro. Il primo è stato quello di aver costruito per la prima volta un modello batimetrico del Lago in 3D. Il secondo lavoro è che, grazie a questo modello molto dettagliato, siamo riusciti a simulare e valutare gli effetti prodotti da un’abbassamento del livello del lago. E’ stata valutata un’escursione massima sostenibile dal sistema di 1.5 m (pari al 13.4% della superficie di fondale adibita ai processi di depurazione. Questo valore rappresenta il limite minimo di equilibrio che l’ecosistema lacustre di Bracciano può sostenere prima di essere gravemente compromesso perdendo gran parte delle sue capacità di depurazione delle acque“.

Un metro e mezzo è dunque la soglia di oscillazione tollerabile, oltre c’è il rischio – fondato – di un disastro ambientale. Ci sembra un punto fermo intorno al quale si puo’ ragionare.

Ci farebbe piacere che nei nuovi modelli, i dati raccolti vengano resi disponibili per poter aumentare quanto piu’ possibile il quadro delle conoscenze scientifiche sul nostro amatissimo lago e siamo a disposizione per qualsiasi contributo “smart” possa essere offerto a questo scopo.

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2 pensieri su “Il Lago di Bracciano come non lo avete mai visto: in 3D (thanks David Rossi)

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